Il Conto Termico 3.0 è l'evoluzione dell'incentivo statale gestito dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) per favorire la sostituzione di impianti di riscaldamento poco efficienti con soluzioni alimentate a biomassa (legna, pellet, cippato) o con pompe di calore.
La differenza fondamentale rispetto a detrazioni come il Bonus Casa è che il Conto Termico non richiede di attendere la dichiarazione dei redditi: il GSE eroga il contributo direttamente tramite bonifico bancario. Per importi fino a 5.000 euro il pagamento avviene in un'unica soluzione; oltre tale soglia, in rate mensili costanti su un arco di 2 o 5 anni.
Le principali novità della versione 3.0 rispetto al precedente meccanismo sono:
Il Conto Termico 3.0 si rivolge a una platea molto ampia, purché l'intervento riguardi un edificio esistente (non una nuova costruzione):
Il meccanismo incentiva la sostituzione di un vecchio generatore di calore con un apparecchio a biomassa di nuova generazione. Il vecchio impianto da rottamare può essere alimentato a legna, pellet, gasolio, olio combustibile, carbone o — in alcuni casi — a GPL.
Gli apparecchi a biomassa ammissibili sono:
Le spese ammissibili comprendono: smontaggio e dismissione dell'impianto esistente, fornitura e posa del nuovo apparecchio, opere idrauliche e murarie, sistemi di regolazione e controllo, prestazioni professionali, trasporto e IVA.
Per accedere all'incentivo, la stufa o l'inserto deve rispettare i parametri tecnici fissati dal D.M. 07.08.2025:
Nota per chi si trova in Lombardia o Emilia-Romagna: queste regioni applicano normative sulle emissioni più restrittive rispetto allo standard nazionale. Prima dell'acquisto, verifica sempre con il tuo rivenditore Stûv che il modello scelto figuri nelle liste regionali specifiche dei prodotti installabili nella tua zona.
Il contributo è calcolato in base alle prestazioni dell'apparecchio, alla zona climatica dell'edificio e al tipo di combustibile. Per le stufe a legna e a pellet con certificazione 5 stelle e rendimento superiore all'85%, i privati possono recuperare fino al 65% della spesa ammissibile.
La zona climatica ha un peso rilevante: le regioni del Nord Italia (zone E e F — Lombardia, Piemonte, Trentino, Valle d'Aosta) presentano un fabbisogno termico più elevato e beneficiano quindi di importi assoluti più significativi rispetto alle zone costiere e meridionali.
La procedura è interamente online attraverso il Portaltermico 3.0, accessibile dall'Area Clienti sul sito GSE. Per i privati si utilizza la procedura Standard: si esegue prima l'intervento, poi si presenta la domanda entro 60 giorni dalla data di conclusione dei lavori.
I passi principali sono:
Importante per le imprese: a differenza dei privati, le aziende devono presentare una richiesta preliminare al GSE prima dell'avvio dei lavori.
Il Conto Termico 3.0 non è cumulabile con altre agevolazioni statali riferite allo stesso intervento (Bonus Casa, Ecobonus). Tuttavia, poiché il rimborso è diretto e non dilazionato fiscalmente, risulta spesso più conveniente rispetto alle detrazioni recuperate in 10 anni d'imposta — soprattutto per chi ha un'IRPEF capiente limitata.
I bandi regionali per la sostituzione di stufe obsolete — come quelli attivi in Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Piemonte — possono in alcuni casi essere cumulati con il Conto Termico: è necessario verificare i regolamenti specifici di ciascun bando.
I modelli Stûv a legna e a pellet sono progettati per soddisfare i requisiti più stringenti del mercato italiano: rendimento superiore all'85%, certificazione ambientale 5 stelle ai sensi del D.M. 186/2017, compatibilità con le normative regionali di Lombardia ed Emilia-Romagna.
Il tuo rivenditore Stûv di zona è il punto di partenza ideale: può verificare quali modelli sono presenti nel Catalogo Apparecchi Prequalificati GSE, fornirti la Dichiarazione di Conformità CT e accompagnarti in tutto il percorso fino all'erogazione del contributo.
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